Quando nel dicembre 2001 l’istant-book Breve Storia del Cinema Universale vide per la prima volta la luce negli scaffali di una libreria, né l’autore, Matteo Poggi, né l’editore, Mauro Pagliai, avrebbero sperato quel successo di critica e di vendite poi arrivato. In effetti Poggi era un “debuttante” nel variegato mondo librario e questa sua opera prima sapeva proprio di sfida con se stesso e con un passato ancora vivo in molte generazioni.
Erano infatti trascorsi pochi anni per far dimenticare ai fiorentini cosa era stato il cinema “Universale d’Essai”, ed il rischio di cadere nell’amara nostalgia fine a se stessa era veramente forte, senza contare l’edulcorazione letteraria che poteva suscitare qualche osservazione o critica da parte dei cultori di un “verismo” di stampo verghiano. Il destino però ha voluto che l’autore non si è curato di ciò ed ecco che sono tornate a nuova vita e colore le storie di quel cinema con i suoi film di culto (Arancia Meccanica, The Wall, The Blues Brothers, ecc.) e le sue “zingarate” (dalla Vespa, ai Rospi, ai Piccioni, ecc.) compiute da tutti quei personaggi che popolavano quella accalorata e fumosa sala, quel pubblico Unico e Vero protagonista… “shakesperianamente dedito a emozioni e effusioni, candidamente dedito voglioso di amplessi con lo schermo”, come brillantemente descritto nella prefazione da Marino Biondi.
Breve Storia del Cinema Universale, 1° edizione 2001 esaurita, 2° edizione 2003 esaurita, 1° ristampa aggiornata 2007.





