You are here: Home STAMPA Cinema Universale D'Essai di Adriano SOFRI

Cinema Universale

Un film di FEDERICO MICALI
liberamente tratto dal libro
"Breve storia del Cinema Universale" scritto da Matteo Poggi
montaggio Yuri Parrettini

Cinema Universale D'Essai di Adriano SOFRI

E-mail Stampa PDF

I fiorentini di ceppo o di adozione dalla mezza età in su, e anche parecchi dei loro figli, stanno guardando il film di Federico Micali “Cinema Universale d’essai”.E’ la storia variamente documentata (racconti, immagini d’epoca, montaggi eclettici, animazioni, tutto molto svelto e spiritoso) di un locale che fu per un paio di decenni movimentati –dai ’60 agli ’80- il luogo d’incontro prediletto di giovani e popolo in un cinema di San Frediano dove si andava per una quantità di buone ragioni, compresa, a volte, l’intenzione di vedere il  film.

La leggenda rossa dell’Universale è vissuta di aneddoti singolari – piccioni volanti davanti allo schermo delle Ali della libertà, urla e oggetti lanciati contro la brutale gendarmeria di Fragole e sangue, una vespa –intesa come motociclo- entrata a fare dei giri della sala in piena programmazione, gare di fumo e di battutacce, retate di polizia, amori nati e finiti, woodstock interposte, politica militante, deriva tossica, calcio politico, calcio e basta, chiusura e fine di un’epoca.

Il film –chiamarlo documentario è riduttivo, a meno di capire che i documentari ben fatti sono film bellissimi- è molto divertente da vedere, dopo un po’ (dura 73 minuti) si diventa pensierosi, e alla fine si scopre di essersi guardati in un singolare e rivelatore specchio, attori e comparse di una storia famosa e malfamata e deformatissima. Trama di uomini, tanti, e donne, poche, ma memorabili.

Persone nemmeno tanto anziane si fregano gli occhi per la meraviglia di
riaccorgersi di com’erano appena l’altroieri e ieri. All’uscita dall’Universale gli occhi erano collettivamente rossi, per un’esuberanza di fumo. Ora sono rossi per ragioni più solitarie e nostalgiche. C’era Firenze, allora. Anche dopo che l’alluvione sembrò portarla via. C’era anche l’Italia, allora, nel bene e nel male, come si dice: tutto ciò che c’è c’è nel bene e nel male. Anche ciò che non c’è più, Firenze, o l’Italia, non c’è ma nel bene e nel male.

Ho visto che danno il film anche nel resto d’Italia, adesso: il resto d’Italia non faticherà a riconoscere una storia anche sua. Quel passato apparirà ribollente di  mattane, megalomanie, chiasso e scempiaggini. Il presente apparirà come una piazza grande in cui sia passata una manifestazione o un concerto, e siano rimasti solo cicche, cartoccetti di noccioline e lupini, lattine e manifestini creativi spazzati dal vento e da qualche taciturno pulitore precario extracomunitario.

Adriano Sofri


Il Foglio 3.1.2009

 

TROVACI NELLA RETE

youtube-cinemauniversale

facebook-cinemauniversale
myspace-cinemauniversale

Login Carrello